Acqua dolce · Characidae

Paracheirodon

Paracheirodon spp.

Difficoltà: Media Media Gregario e pacifico

Il Paracheirodon è un genere di piccoli pesci d'acqua dolce della famiglia dei Characidae, originario del Sud America, conosciuto in tutto il mondo con il nome comune di Neon e Cardinale.

Paracheirodon (Paracheirodon spp.)
Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · Fonte
Miniatura: Paracheirodon (Paracheirodon spp.)Miniatura: Paracheirodon (Paracheirodon spp.)Miniatura: Paracheirodon (Paracheirodon spp.)

Parametri di allevamento

pH5.5–7.
Temperatura20–26 °C
GH4–12 °d
KH2–8 °d
Dimensione adulta3–4 cm
Vasca minima60–100 L
ComportamentoGregario e pacifico
RiproduzioneLa riproduzione in acquario è possibile ma considerata impegnativa, poiché richiede acqua molto morbida e acida (PH intorno a 5-6, durezza bassissima) e una vasca da riproduzione dedicata,…
In breve: Richiede acqua molto morbida e acida (PH intorno a 5-6, durezza bassissima) e una vasca da riproduzione dedicata, con luce molto attenuata perché le uova sono fotosensibili.

Paracheirodon

Il Paracheirodon è un genere di piccoli pesci d’acqua dolce della famiglia dei Characidae, originario del Sud America, conosciuto in tutto il mondo con il nome comune di Neon e Cardinale. Il nome Paracheirodon deriva dal greco: “para” = vicino, accanto, e “cheirodon” = riferito al genere Cheirodon, a indicare la sua parentela con questi piccoli caracidi.

Il genere fu descritto nel 1960 dall’ittologo Stanley Howard Weitzman, ma il pesce Neon era già noto agli acquariofili dal 1936, anno in cui fu importato in Europa e descritto come Hyphessobrycon innesi. Gli esemplari di allora erano delicati e difficili da allevare; oggi la specie è diventata molto robusta e la quasi totalità delle provenienze commerciali arriva da allevatori di Hong Kong.

I nomi comuni con cui è conosciuto sono diversi: Neon, Tetra Neon, Pesce Neon, Cardinale (per la specie axelrodi), Neon Blu, Neon del Brasile, Neon Verde.

Ha un corpo affusolato, fusiforme, leggermente compresso ai lati, di piccole dimensioni e dall’aspetto inconfondibile. La caratteristica che lo rende celebre è la banda longitudinale iridescente di colore azzurro-verde che attraversa tutto il fianco dall’occhio fino alla pinna adiposa, accompagnata, nella metà posteriore del corpo, da una banda rossa brillante. Gli occhi sono grandi e ben sviluppati, adattati alla vita in acque ombreggiate. La bocca è terminale, piccola e rivolta leggermente verso l’alto, adatta a catturare piccole prede nella colonna d’acqua. La pinna dorsale è piccola e triangolare, posizionata circa a metà del dorso; è presente la tipica pinna adiposa dei caracidi, posta tra la dorsale e la caudale. La pinna caudale è bilobata e trasparente. Le pinne sono per lo più ialine e poco vistose, lasciando tutto il risalto alla livrea iridescente.

La famosa banda azzurra non è dovuta a un pigmento ma a cellule chiamate iridofori, che riflettono la luce: per questo il colore cambia di intensità a seconda dell’illuminazione e dell’umore del pesce, e di notte tende quasi a spegnersi, rendendo il pesce meno visibile ai predatori notturni.

È un pesce estremamente gregario e pacifico, che vive e si muove esclusivamente in banco: va quindi allevato in gruppi numerosi, di almeno 8-10 esemplari, meglio se 15-20, perché un Neon isolato vive male, si stressa e si ammala facilmente. Le dimensioni di questo pesce sono modeste, raggiungono i 3-4 cm circa.

Questo genere comprende poche specie ma molto conosciute:

  • Paracheirodon innesi, George S. Myers 1936 — il Neon comune.
  • Paracheirodon axelrodi, Leonard Peter Schultz 1956 — il Cardinale o Neon Cardinale, con la banda rossa estesa a tutto il fianco.
  • Paracheirodon simulans, Jacques Géry 1963 — il Neon Verde o falso Neon.

Habitat

Originario del Sud America, il Paracheirodon innesi popola le acque del bacino del Rio delle Amazzoni, in particolare gli affluenti del Rio Solimões in Perù, Colombia e Brasile; il Cardinale è diffuso nel bacino del Rio Negro e dell’Orinoco. In natura si incontra tra il fiume Solimões, il Putumayo, l’area di Codajás (stato di Amazonas) e il Rio Purus in Brasile, oltre al Marañón, al Curaray e al Mazan in Perù. Vive in acque dolci tropicali di tipo “nero”, ombreggiate dalla vegetazione della foresta pluviale, povere di minerali, acide e tinte dai tannini delle foglie in decomposizione. Predilige i corsi d’acqua lenti, le insenature e le pozze forestali ricche di rami, radici e lettiera di foglie; alcune popolazioni vivono anche in acque chiare e calme, ed è questa varietà di ambienti a spiegarne l’adattabilità.

Allestimento della vasca

Per un gruppo di soli Neon si consiglia una vasca di almeno 80x80x60 cm, che salgono a 100x100x80 cm in acquario di comunità. Il substrato scuro (ghiaino o sabbia) esalta i colori; una lettiera di foglie secche di faggio, quercia o catappa (ketapang) rende l’habitat più naturale, favorisce le colonie microbiche utili e offre un alimento secondario, oltre a rilasciare sostanze che aiutano a prevenire le malattie. È preferibile evitare la torba nel fondo. Conviene piantumare in modo fitto ai lati lasciando libero il centro per il nuoto del branco, con illuminazione non troppo intensa: piante galleggianti o ad alto fusto schermano naturalmente la luce. Come arredi vanno bene tronchi, radici, vasi rovesciati e rocce non appuntite. Cambi d’acqua settimanali del 30–40% mantengono l’acqua pulita, condizione che favorisce salute e riproduzione.

Compagni di vasca

Generalmente pacifico con tutte le specie di comunità, va sempre mantenuto in gruppo. In acquario di comunità è bene evitare pesci molto più grandi e soprattutto Ciclidi, Scalari e Discus, troppo territoriali e predatori. Compagni ideali sono specie di taglia simile e non predatrici come Gasteropelecidi, Lebiasinidi, Loricaridi, Callichthyidi e piccoli ciclidi.

Illuminazione e Temperature

Gradisce un’illuminazione tenue e soffusa, valorizzata da una buona presenza di piante galleggianti che filtrano la luce (Ceratopteris, Cryptocoryne, Taxiphyllum, Microsorum). Le temperature ottimali variano dai 20° C ai 26° C, il PH da 5,5 a 7, con valori leggermente acidi preferiti, la durezza dell’acqua da molto morbida a morbida (indicativamente 7–8 dGH). Il Cardinale tollera acque ancora più calde e acide rispetto al Neon comune. È bene non introdurre i Neon in un acquario biologicamente immaturo, perché inizialmente sensibili alle fluttuazioni dei valori.

Alimentazione

Specie onnivora a tendenza micro-carnivora. In natura si nutre di piccoli invertebrati, larve di insetti, crostacei microscopici e materiale vegetale. In acquario accetta volentieri mangimi secchi di piccola pezzatura (scaglie e micro-granuli), e apprezza moltissimo cibo vivo o congelato come naupli di Artemia, Daphnia, Moina, Cyclops e piccoli Chironomus. Una dieta varia e ricca ne esalta la colorazione e favorisce l’accoppiamento; al contrario una dieta monotona fa sbiadire i colori.

Malattie comuni

Il Neon è associato a una patologia specifica, la NTD o “malattia dei Neon”, causata dal parassita Pleistophora hyphessobryconis: si manifesta con irrequietezza, nuoto scoordinato o in cerchio, macchie e zone trasparenti sul corpo, deperimento della banda azzurra, deformazioni della colonna e tendenza a isolarsi dal gruppo. È praticamente incurabile nelle fasi avanzate e può colpire anche gli altri pesci della vasca; si trasmette soprattutto tramite cibo vivo infetto o cannibalismo. Esiste una forma simile ma curabile, la “falsa malattia dei neon” (Flavobacterium columnare), trattabile con blu di metilene o antibatterici specifici. In ogni caso conviene isolare subito gli esemplari sintomatici. Per prevenire, al momento dell’acquisto osservare a lungo i pesci nella vasca del rivenditore ed evitare soggetti agitati, con macchie o con la banda azzurra deperita.

Riproduzione

La riproduzione in acquario è possibile ma considerata impegnativa, poiché richiede acqua molto morbida e acida (PH intorno a 5-6, durezza bassissima) e una vasca da riproduzione dedicata, con luce molto attenuata perché le uova sono fotosensibili. Le coppie si formano per la singola deposizione e non sono monogame. Con la dieta corretta gli esemplari giovani raggiungono la maturità in 4-5 mesi e possono poi riprodursi con cadenza settimanale per circa due mesi, deponendo in media 60-200 uova adesive tra la vegetazione a foglia fine o sul muschio; la fecondazione è esterna. I genitori tendono a divorare le uova, quindi vanno tolti subito dopo la deposizione (o si protegge la deposizione con una griglia a maglie strette). Le uova si schiudono in circa 24-36 ore e gli avannotti diventano a nuoto libero dopo 3-4 giorni; vanno alimentati inizialmente con infusori e cibi liquidi finissimi, poi con naupli di Artemia.

Vasca da riproduzione dedicata

Per massimizzare le probabilità di successo si prepara una vaschetta da circa 6 litri con una rete in plastica a maglie strette adagiata sul fondo (a circa 2 cm), coperta da muschio di Giava o fibra sintetica verde su cui i pesci deporranno. Valori consigliati: temperatura 20-22 °C, durezza 2-4 dGH e PH 5-7 (il PH si abbassa con filtraggio alla torba, la durezza con acqua d’osmosi o distillata), filtro a spugna ad aria molto delicato e luci basse. Tutti i materiali vanno lavati solo con acqua bollente, senza detersivi. La coppia pronta (femmina dal ventre gonfio, maschio dai colori accesi) si trasferisce preferibilmente in serata, tenendo la vaschetta oscurata. Se le uova risultano bianche non sono fecondate: si riprova con un’altra coppia. A deposizione conclusa si rimuovono i genitori. Gli avannotti si nutrono dapprima del sacco vitellino e della microfauna dei muschi, poi di infusori, microworm e naupli di Artemia; aggiungere ciuffi di Riccia fluitans aiuta ad abituarli. Prima del trasferimento nella vasca comune (dopo circa un mese) si eseguono rabbocchi progressivi con l’acqua dell’acquario di destinazione.

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