Mikrogeophagus
Mikrogeophagus spp.
Il Mikrogeophagus è un genere di piccoli pesci d'acqua dolce della famiglia dei Cichlidae, originario del Sud America, conosciuto con il nome comune di Ramirezi o Ciclide farfalla.




Parametri di allevamento
Mikrogeophagus
Il Mikrogeophagus è un genere di piccoli pesci d’acqua dolce della famiglia dei Cichlidae, originario del Sud America, conosciuto con il nome comune di Ramirezi o Ciclide farfalla. Il nome Mikrogeophagus deriva dal greco “mikros” = piccolo e dal genere Geophagus (“mangiatore di terra”), cioè “piccolo mangiatore di terra”, in riferimento alle ridotte dimensioni e all’abitudine di setacciare il substrato in cerca di cibo.
Il genere fu istituito nel 1968; la specie più nota era stata descritta nel 1948 dall’ittologo Manuel Vicente Ramírez, da cui il nome comune “ramirezi”.
I nomi comuni con cui è conosciuto sono diversi: Ramirezi, Ciclide farfalla, Apistogramma ramirezi (nome storico errato), Blue ram, Butterfly cichlid, Ramirezi boliviano (per l’altra specie).
Ha un corpo ovale, alto e moderatamente compresso lateralmente, di piccole dimensioni e dall’aspetto tondeggiante ed elegante. La pinna dorsale è alta e nei maschi i primi raggi sono spesso allungati e tinti di nero. La bocca è terminale e protrattile, adatta a frugare nel substrato.
La colorazione è splendida e variopinta: nel Ramirezi (Mikrogeophagus ramirezi) il corpo è giallo-dorato sul davanti e azzurro-violaceo iridescente sul resto, cosparso di puntini blu brillanti, con una macchia nera sul fianco e una banda scura che attraversa l’occhio; le pinne sono spesso bordate di rosso e di azzurro. L’acquariofilia ha selezionato molte varietà (oro/gold, elettrico/electric blue, velo, “balloon”). Il Ramirezi boliviano ha tinte più sobrie sul giallo-grigio con riflessi.
È un pesce relativamente pacifico per essere un ciclide, ma dotato di un proprio temperamento e territoriale soprattutto in riproduzione. È adatto all’acquario di comunità tranquillo, abbinato a pesci pacifici. È però delicato sulla qualità dell’acqua, in particolare il Ramirezi comune, e va inserito solo in vasche mature e stabili. Si alleva bene in coppia o in piccoli gruppi in acquari ben strutturati con nascondigli. Le dimensioni: circa 5-7 cm.
Questo genere comprende poche specie:
- Mikrogeophagus ramirezi, Manuel Vicente Ramírez e Hermann Meinken 1948 — il Ramirezi comune o Blue ram.
- Mikrogeophagus altispinosus, Jacques Géry 1968 — il Ramirezi boliviano, più robusto e meno delicato.
Habitat
Originario del Sud America, il Ramirezi comune popola il bacino dell’Orinoco, nei Llanos del Venezuela e della Colombia; il Ramirezi boliviano è proprio del bacino superiore del Rio Madeira, tra Bolivia e Brasile. Vive in acque dolci tropicali calme o a corrente lentissima: lagune, stagni, insenature e tratti tranquilli di fiumi, spesso poco profondi, caldi, ombreggiati e con fondali sabbiosi ricchi di vegetazione e di lettiera di foglie. È un ambiente caldo e morbido che il pesce richiede anche in acquario.
Illuminazione e Temperature
Gradisce un’illuminazione tenue e attenuata, valorizzata da piante e zone d’ombra. Il Ramirezi comune ama temperature elevate, dai 26° C ai 30° C, il PH da 5,5 a 7, con preferenza per valori acidi, la durezza dell’acqua da molto morbida a morbida; il Ramirezi boliviano tollera valori un po’ più ampi e temperature lievemente inferiori. La purezza e la stabilità dell’acqua sono fondamentali.
Alimentazione
Specie onnivora a tendenza carnivora. In natura fruga nel substrato e nella colonna d’acqua in cerca di piccoli invertebrati, larve di insetti, crostacei microscopici e materiale vegetale. In acquario accetta mangimi secchi di qualità in granuli e scaglie, ma dà il meglio con cibo vivo o congelato come naupli di Artemia, Daphnia, Cyclops e larve di Chironomus. Una dieta varia ne esalta i colori intensi.
Riproduzione
Il Ramirezi è un ciclide dalle cure parentali sviluppate e forma coppie monogame. La riproduzione in acquario è possibile e affascinante, sebbene le coppie inesperte tendano spesso a divorare le prime covate. La coppia sceglie e pulisce accuratamente una superficie piana (una roccia liscia, una foglia larga, un pezzo di ardesia) oppure scava una piccola buca nella sabbia, dove la femmina depone le uova che il maschio feconda. Una deposizione conta in media da 150 a 300 uova. Entrambi i genitori si prendono cura della covata: ventilano le uova con le pinne, rimuovono quelle non fecondate e in seguito guidano e proteggono il banco degli avannotti, spostandoli tra buche scavate nel fondo. Le uova schiudono in circa 2-3 giorni; gli avannotti diventano a nuoto libero dopo qualche altro giorno e vanno alimentati con infusori e poi con naupli di Artemia.
Attrezzatura consigliata
In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.