Acqua dolce · Cyprinidae

Bubble Eye

Carassius auratus var. Bubble Eye

Difficoltà: Difficile Fondale Pacifico, lentissimo e per nulla competitivo sul cibo; la vista è compromessa dalle sacche oculari

Il Bubble Eye è una varietà di pesce rosso priva di pinna dorsale, riconoscibile per le due grandi sacche piene di liquido che crescono sotto gli occhi: spettacolari da vedere e molto fragili da gestire.

foto: Bubble Eye

Parametri di allevamento

pH7–8
Temperatura18–22 °C
GH6–20 °d
KH4–12 °d
Dimensione adulta8–13 cm
Vasca minima80–120 L
ComportamentoPacifico, lentissimo e per nulla competitivo sul cibo; la vista è compromessa dalle sacche oculari
RiproduzioneOvipara e senza cure parentali, come tutti i pesci rossi: si innesca abbassando la temperatura per qualche settimana e risalendo poi lentamente in primavera. Le sacche compaiono negli avannotti verso i tre mesi di età
In breve: Le sacche oculari si lacerano con facilità e si infettano, l'animale vede male e nuota peggio: richiede una vasca allestita apposta, compagni lentissimi e una filtrazione che non aspiri.

Bubble Eye

Il Bubble Eye — in italiano occhio a bolla, pesce rosso occhi a bolla — è una varietà di pesce rosso riconoscibile a colpo d’occhio: sotto ciascun occhio cresce una grande sacca piena di liquido, che ondeggia a ogni movimento e che nell’adulto può occupare buona parte della testa. Manca completamente la pinna dorsale, e il risultato è un pesce che nuota piano, in modo goffo, con la schiena arrotondata e nuda.

È una forma selezionata dall’uomo, come tutte le varietà ornamentali: non esiste allo stato selvatico e discende da Carassius auratus. Sul genere, sulla sua storia e sui principi generali di allevamento del pesce rosso trovi tutto nella scheda del Carassius; qui si parla di ciò che rende questa varietà diversa da tutte le altre, e di cosa comporta davvero tenerla.

Va detto subito, perché è la cosa più importante della scheda: il Bubble Eye non è un pesce per chi comincia, e nemmeno un pesce da acquario di comunità. Le sacche sono fragili, si lacerano, si infettano, e l’animale ci vede poco. Chi lo prende deve costruire la vasca attorno a questo limite, non scoprirlo dopo.

Come si riconosce

Il corpo è corto e ovale, del tipo “a uovo”, compresso lateralmente sul dorso e molto bombato sul ventre. La testa è appuntita, priva di scaglie sulla parte superiore, con la fronte e la gola leggermente concave. Gli occhi sono piccoli e rivolti verso l’alto, spinti fuori dalle due sacche che crescono ai lati del muso.

L’assenza di pinna dorsale è il secondo tratto identificativo, e in esposizione conta quanto le bolle: il dorso deve essere pulito, una linea continua senza monconi né residui di raggi. Le pinne sono doppie — caudale, anali e ventrali appaiate — e la caudale è ampia, divisa in due falde a margine inciso, portata bassa e aperta.

Le colorazioni sono le stesse delle altre varietà tonde: arancio, rosso, rosso e bianco, giallo, bianco, calicò screziato e, più raramente, nero e nero con riflessi bronzei. Le squame possono essere metalliche, opache o nacree. Uno standard molto sentito riguarda la simmetria: le due bolle devono avere la stessa dimensione e lo stesso colore, e un esemplare con una bolla molto più piccola dell’altra ha quasi sempre subito una lacerazione già rimarginata.

Le dimensioni realistiche stanno fra gli 8 e i 13 cm coda esclusa, con esemplari eccezionali che arrivano poco oltre. È una varietà piccola: qualunque fonte parli di taglie da 30-40 cm confonde il Bubble Eye con le forme a corpo lungo, che sono un’altra cosa e vivono in laghetto.

Le bolle: cosa sono e cosa comportano

Le sacche non sono occhi, e non sono aria. Sono due espansioni della pelle riempite da un liquido limpido di tipo linfatico, esterne al bulbo oculare. Non compaiono alla nascita: gli avannotti hanno occhi normali, e le bolle iniziano a formarsi verso i tre mesi di età, poi continuano a ingrandirsi con la crescita del pesce, in alcuni soggetti per tutta la vita.

Non servono a niente. Non proteggono l’occhio, non aiutano il nuoto, non hanno funzione sensoriale. Al contrario:

  • compromettono la vista. Il pesce vede male verso il basso e verso il davanti, cioè proprio dove si trova il cibo appoggiato sul fondo o offerto davanti alla bocca. Il Bubble Eye cerca il cibo a tentoni, spesso passandoci accanto più volte prima di trovarlo;
  • aumentano la resistenza all’avanzamento. Insieme all’assenza di dorsale, che toglie stabilità e riduce accelerazione e velocità, fanno di questo pesce uno dei nuotatori più lenti e meno controllati fra le varietà ornamentali;
  • si lacerano. Basta uno spigolo, una roccia porosa, una pianta di plastica rigida, una griglia di aspirazione, un guizzo contro il vetro, il bordo di un retino. Chi tiene Bubble Eyes prima o poi ci si trova.

Una bolla lacerata si richiude e si riempie di nuovo, ma i tempi sono lunghi e il risultato è quasi sempre asimmetrico: la sacca ricresciuta è più piccola dell’originale. Il rischio vero non è estetico, è la contaminazione batterica o fungina della ferita, che in acqua non impeccabile può degenerare fino a uccidere il pesce.

Se succede, la cosa utile da fare è alzare la qualità dell’acqua — cambi più frequenti, nitriti a zero, nitrati bassi — tenere il pesce al riparo da qualunque compagno e osservare la ferita ogni giorno. Quello che non va fatto è bucare o svuotare la bolla da soli per “sistemarla”: è una manovra su un animale vivo, e se c’è un intervento da valutare lo valuta un veterinario che si occupi di pesci. Allo stesso modo, nessun antibiotico va versato in vasca di propria iniziativa: gli antibiotici sono farmaci soggetti a prescrizione veterinaria.

Detto tutto questo: il Bubble Eye non è un animale da compatire né da esibire come curiosità. È un pesce che, in una vasca costruita per lui, vive a lungo e sta bene. Semplicemente, quella vasca bisogna volerla fare.

Da dove viene

Il Bubble Eye è una varietà cinese, comparsa come tipo distinto agli inizi del Novecento. Deriva dal ceppo detto toadhead — “testa di rospo”, hama-tou — che aveva già gli occhi rivolti all’insù e piccole sacche a vescica sotto di essi: la selezione ha semplicemente spinto quelle sacche fino alle dimensioni attuali.

Come per le altre varietà a corpo tondo, la selezione premiava caratteri visibili dall’alto, perché i pesci rossi in Cina si tenevano in grandi contenitori di ceramica opachi e si guardavano dalla superficie. Bolle laterali e schiena nuda, viste da sopra, sono esattamente il tipo di tratto che quel modo di osservare mette in risalto.

Le selezioni successive hanno prodotto forme a corpo più allungato o più tondo, tutti i tipi di squama e persino soggetti con quattro sacche invece di due. Sono le stesse pressioni selettive per cui, negli anni, organismi che si occupano di benessere animale hanno inserito il Bubble Eye fra le varietà ornamentali su cui vale la pena porsi delle domande: le sacche sono un carattere deliberatamente amplificato che al pesce costa qualcosa.

Allestimento della vasca

Per un singolo esemplare si parte da 80 litri netti, con 30-40 litri in più per ogni pesce aggiunto: il Bubble Eye è piccolo ma resta un pesce rosso, cioè un forte produttore di rifiuti organici che ha bisogno di volume per diluirli. Meglio una vasca bassa e lunga che una alta e stretta: la superficie di scambio conta più dell’altezza, e un nuotatore così mediocre non usa la colonna d’acqua.

L’allestimento si progetta partendo da una regola sola: niente che possa tagliare, graffiare o aspirare.

  • Fondo: sabbia fine o ghiaia a grani arrotondati e lisci. Niente ghiaia spigolosa, niente lava, niente rocce porose tipo seiryu o pomice: sono superfici abrasive e il pesce ci striscia contro con la faccia.
  • Arredi: pochi, bassi, completamente lisci. Legni levigati senza schegge né punte, sassi tondi. Nel dubbio, la vasca vuota è meglio della vasca arredata male.
  • Piante: le vere hanno vita difficile con i pesci rossi, ma le specie coriacee ancorate a legni e rocce reggono, come le Anubias e la felce di Giava. Se scegli piante artificiali, prendile in seta e non in plastica rigida: la plastica stampata ha bordi che sembrano innocui e non lo sono.
  • Coperchio: sì, come per tutti i pesci rossi, e serve anche a limitare l’evaporazione.
  • Illuminazione: moderata e regolare, circa 8 ore. Serve a chi guarda più che al pesce, che comunque ci vede poco.
  • Retino: sostituiscilo con un contenitore o una vaschetta trasparente per spostare il pesce. Il bordo del telaio di un retino è una delle cause più comuni di bolle rotte.

Per lo stesso motivo, il laghetto non è adatto: fondo irregolare, sassi, corrente, predatori e inverni freddi sono tutte cose che questa varietà non regge, a differenza delle forme a coda singola.

Filtrazione e movimento dell’acqua

È il punto in cui si sbaglia più spesso, perché due esigenze sembrano opporsi: serve molta filtrazione (il pesce rosso sporca) e serve pochissima aspirazione e poca corrente (il pesce è fragile e nuota male). Si risolvono insieme, non scegliendone una.

In pratica: un filtro dimensionato con abbondanza, con un ricircolo di alcune volte il volume della vasca ogni ora, ma con l’uscita deviata contro il vetro o spezzata da un deflettore, in modo che in vasca il movimento resti lento. E soprattutto la presa d’aspirazione va schermata, con una spugna prefiltro o una calza a maglia fitta: una griglia standard è larga abbastanza da agganciare una bolla e strapparla.

Un filtro a spugna azionato ad aria è la soluzione più semplice e sicura, spesso affiancata a un filtro esterno per la portata biologica. Un aeratore aiuta l’ossigenazione senza creare correnti direzionali, che è esattamente quello che serve.

Anche il sifone durante i cambi va usato con attenzione: si aspira il fondo tenendo il pesce lontano dal tubo, senza inseguirlo. Cambi settimanali del 25-30% con acqua trattata con un biocondizionatore, nitriti a zero e nitrati tenuti bassi: su un animale che rischia infezioni a ogni graffio, la qualità dell’acqua non è un dettaglio di manutenzione, è la principale terapia preventiva.

Temperatura e parametri

Il Bubble Eye è un pesce d’acqua fredda, come tutti i Carassius. Non va riscaldato. Le temperature di riferimento stanno fra i 18 e i 22 °C; tollera valori più bassi, ma meno bene delle varietà a corpo lungo, e sopporta male gli sbalzi rapidi. Un termometro serve a verificare che l’acqua resti fresca, non a scaldarla.

Il pH va tenuto fra 7 e 8, la durezza da media ad alta. Le indicazioni che circolano su questa varietà con temperature da 26-30 °C sono semplicemente sbagliate: sono i parametri di un pesce tropicale, e applicate a un pesce rosso accelerano il metabolismo, abbassano l’ossigeno disciolto e accorciano la vita dell’animale.

Compagni di vasca

Il criterio non è il carattere — il Bubble Eye è pacifico e non dà fastidio a nessuno — ma la velocità e la delicatezza dei compagni. Un pesce che ci vede male e nuota lentissimo perde ogni competizione alimentare, e in più ogni compagno vivace è un rischio fisico per le bolle.

La convivenza che funziona davvero è quella con altre varietà “sfavorite” allo stesso modo: altri Bubble Eye, i Celestial (occhio celeste, choten gan), i telescopio e i moro nero, tutti pesci lenti e con vista compromessa. Anche il testa di leone, senza dorsale come lui, è un compagno ragionevole.

Vanno esclusi:

  • tutte le varietà a coda singola (comune, cometa, shubunkin): sono rapide, arrivano al cibo per prime e non lasciano niente;
  • le varietà tonde ma agili, come il Ryukin e il fantail, che restano più veloci di lui;
  • qualunque pesce che pizzichi: le bolle sono un bersaglio evidente e morbido, e un mordicchiatore le rovina in pochi giorni.

L’acquario di sola specie, o di sole varietà lente, resta la scelta migliore. Qualche lumaca per gli avanzi è compatibile.

Alimentazione

È onnivoro, come tutti i pesci rossi, ma va nutrito tenendo conto di due cose: non vede bene il cibo e ha il corpo compresso.

Da qui la scelta dei granuli affondanti o dei fiocchi lasciati ammollare qualche secondo: il mangime galleggiante lo costringe a cercare in superficie, dove ha ancora più difficoltà a mirare, e a ingerire aria, con il rischio di disturbi della vescica natatoria tipici delle forme tonde.

Le razioni vanno piccole e ripetute, due o tre volte al giorno, e servono a questo pesce più minuti che agli altri per finirle: dagli il tempo, e distribuisci il cibo in un punto fisso della vasca, così impara dove cercarlo. Il pesce rosso non ha un vero stomaco e non conosce sazietà: il cibo non mangiato marcisce sul fondo ed è la prima causa di peggioramento dei valori.

La dieta va integrata con verdura sbollentata — piselli sgusciati, zucchine, spinaci — che aiuta la digestione. Dafnie, artemia e chironomus vanno bene come extra occasionale, meglio congelati o liofilizzati che vivi. Alimenti molto proteici come polpa di cozza o gamberetti non sono un’aggiunta utile: su un corpo tondo appesantiscono la digestione senza dare nulla in cambio.

Problemi di salute più frequenti

Il capitolo dominante sono le lesioni alle sacche e le infezioni che ne seguono: batteriche in primo luogo, fungine sulle ferite già aperte. Il segnale precoce è una bolla che diventa opaca, arrossata o sfrangiata sul bordo.

Vengono poi i disturbi della vescica natatoria, comuni a tutte le varietà a corpo tondo, e le classiche malattie da acqua mal gestita: parassiti esterni, occhio opaco, marciume delle pinne. Praticamente tutte hanno la stessa radice, e la prima cosa da controllare non è il pesce ma i valori dell’acqua.

Un’ultima cosa da sapere, perché il commercio la ripete: non è vero che in una vasca piccola il pesce “resta piccolo e sta bene”. In spazio insufficiente si blocca la crescita esterna mentre gli organi continuano a svilupparsi. È una condizione patologica, e accorcia molto la vita dell’animale.

Riproduzione

È ovipara e priva di cure parentali, con la stessa meccanica descritta nella scheda del genere: deposizione stimolata dal ciclo stagionale, uova adesive sparse fra la vegetazione, genitori che divorano uova e avannotti.

La particolarità qui è il modo di innescarla. La frega non si stimola alzando la temperatura, ma riproducendo il passaggio dall’inverno alla primavera: qualche settimana di acqua fresca, poi una risalita lenta di un paio di gradi al giorno fino ai 20-22 °C. Portare la vasca a temperature elevate e tenercela non produce una deposizione, produce un pesce stressato.

La vasca da riproduzione va allestita con superfici morbide su cui deporre — piante a foglia fine come il Ceratophyllum demersum e l’Egeria densa, oppure mop di lana acrilica — e senza spigoli, perché il corteggiamento è la fase in cui i maschi inseguono le femmine e i danni alle bolle sono più probabili. Il maschio in condizione mostra i tubercoli nuziali, piccole escrescenze biancastre su opercoli e pinne pettorali.

Finita la deposizione si tolgono gli adulti. Le uova schiudono in 4-7 giorni a seconda della temperatura; gli avannotti assorbono il sacco vitellino in un paio di giorni — non in dieci — e solo allora vanno alimentati, prima con infusori e cibi finissimi, poi con naupli di artemia più volte al giorno.

Le bolle non ci sono alla nascita: compaiono verso i tre mesi e crescono per mesi o anni. È in questa fase che si vede la qualità di una linea, ed è anche il motivo per cui gli esemplari giovani in negozio possono sembrare quasi normali.

Dove si trova, e con quali cautele

È una varietà poco diffusa nei negozi proprio per la sua fragilità: molti rivenditori evitano di tenerla in vasca. La via più sensata è prenotarla presso un negozio di fiducia o rivolgersi a un allevatore, in modo da poter vedere gli esemplari di persona prima di comprarli.

Cosa guardare: bolle integre, simmetriche e trasparenti, senza opacità né bordi sfrangiati; dorso pulito; nuoto lento ma orizzontale e controllato; pesce reattivo quando gli si avvicina il cibo. L’acquisto online, con un animale così delicato, aggiunge al viaggio uno stress che spesso si paga nei giorni successivi.

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