Fantail
Carassius auratus var. Fantail
Il Fantail è il pesce rosso a coda di ventaglio: la varietà a coda doppia più semplice e robusta, con corpo ovoidale, dorso senza gobba e pinne pari ben divise.



Parametri di allevamento
Fantail
Il Fantail — in italiano pesce rosso a coda di ventaglio — è la varietà di pesce rosso a coda doppia più semplice che esista: corpo ovoidale, dorso regolare senza gobba, pinna dorsale alta e una coda sdoppiata in due metà simmetriche che, vista da dietro, si apre appunto come un ventaglio. È una forma selezionata dall’uomo e non esiste in natura: come tutte le varietà ornamentali discende da Carassius auratus, il carassio dorato addomesticato in Cina più di mille anni fa.
Fra le varietà “fancy” è il capostipite. Dalla sua forma a uovo con coda doppia derivano, per aggiunta di un carattere alla volta, quasi tutte le altre: la gobba dà il Ryukin, le pinne allungate il veiltail, l’escrescenza sulla testa l’oranda, gli occhi sporgenti il telescopio. Il Fantail è quello che resta togliendo tutto: e proprio per questo è il pesce rosso a corpo tondo più robusto, quello da cui conviene partire.
In commercio lo trovi anche come fantail goldfish, pesce rosso coda a ventaglio o, per gli esemplari rossi e arancio che sono i più diffusi, red fantail. Il vecchio nome commerciale “orifiamma a coda doppia” compare ancora in qualche listino: indica la stessa cosa. Il confronto con tutte le altre varietà è nella guida Le varietà di pesce rosso.
Come si riconosce
Il corpo è corto e profondo, con una sagoma a uovo: la lunghezza è poco più della profondità e il ventre è arrotondato. Il profilo del dorso sale dalla testa alla pinna dorsale con una curva dolce e continua, senza il gradino che nel Ryukin parte subito dietro la nuca. È il primo tratto da guardare, ed è quello che il commercio confonde più spesso: un “fantail” con la gobba è un Ryukin, o un incrocio.
La testa è piccola e appuntita, la bocca piccola e terminale, gli occhi normali. La pinna dorsale è unica, alta e portata eretta. Le altre pinne sono tutte pari: due pinne anali, due ventrali, due pettorali e soprattutto due pinne caudali. Negli standard di esposizione la coda deve essere divisa in due metà uguali per almeno i tre quarti della sua lunghezza, con i lobi appena forcuti; una coda saldata al centro, o divisa a tre lobi (la cosiddetta tripod), è un difetto.
La coda è proporzionata, non spropositata: più corta del corpo, portata leggermente sollevata, con i bordi arrotondati. È la differenza con il veiltail, che ha una coda lunga quanto o più del corpo, a bordo quasi squadrato e senza forcatura, che ricade come un velo. Il Fantail nuota meglio del veiltail per questo motivo: la coda lo rallenta, ma non lo ancora.
In acquario, coda esclusa, un adulto misura in genere 10–15 cm; con spazio e cibo abbondante si avvicina ai 20. La coda aggiunge diversi centimetri alla misura complessiva. Le misure di 30–40 cm che si leggono in giro riguardano le varietà a corpo lungo, non un pesce a uovo.
Colori e scaglie
La colorazione più comune è il rosso-arancio metallico, da solo o con il bianco; esistono esemplari gialli, bianchi, neri, color bronzo e, più recenti, calicò e blu-argento.
Le scaglie appartengono a uno dei tre gruppi che valgono per tutti i pesci rossi. Le metalliche sono le classiche, lucide e riflettenti, tipiche dei Fantail rossi e arancio. Le nacreous, perlacee e semitrasparenti, sono quelle dei calicò, in cui rosso, arancio, nero e macchie blu si distribuiscono su un fondo opalescente: la stessa livrea dello Shubunkin, montata su un corpo tondo. Le matte, senza riflesso, sono le meno diffuse e le meno apprezzate.
Il colore non c’è dalla nascita. Gli avannotti sono grigio-bruni, mimetici come il carassio selvatico, e la livrea compare nelle settimane successive, in modo variabile da esemplare a esemplare: chi compra un giovane Fantail poco colorato non sta comprando un pesce sbiadito, sta comprando un pesce che deve ancora cambiare. Anche negli adulti la livrea non è fissa, e un esemplare rosso può schiarire con gli anni.
Da dove viene
Il Fantail è fra le varietà più antiche. La coda doppia è una mutazione comparsa nei pesci rossi cinesi, e le fonti la collocano in epoca Ming (1368–1644), quando i pesci rossi cominciarono a essere tenuti anche in vasi al chiuso oltre che negli stagni: fu quel passaggio a permettere la selezione di forme che in uno stagno, con i predatori e la corrente, non sarebbero sopravvissute. Nel 1603 il pesce rosso arriva in Giappone, dove il lavoro di selezione prosegue; è lì che dal tipo a coda doppia nascerà, con l’aggiunta della gobba, il Ryukin.
In Occidente la forma è arrivata con i primi pesci rossi ornamentali, nel Seicento attraverso il Portogallo, ma come varietà definita e con uno standard si afferma molto più tardi, con le associazioni di allevatori inglesi e americane fra Ottocento e Novecento. È per questo che nella letteratura anglosassone il Fantail è il tipo “di base” su cui si misurano gli altri: quando si descrive una varietà a corpo tondo lo si fa quasi sempre dicendo in cosa differisce da un Fantail.
I dettagli che circolano in rete sui nomi cinesi della varietà e sulle date esatte non sono verificabili e non li riportiamo.
Quanto vive e quanto cresce
Un Fantail ben tenuto vive 10–15 anni, e non è raro che superi i venti. Le aspettative di vita di cinque o sei anni che si sentono nei negozi descrivono un pesce tenuto male, non la varietà.
Vale anche per lui l’avvertimento che accompagna tutti i pesci rossi: non è vero che in una vasca piccola il pesce «resta piccolo e sta bene». In spazi insufficienti la crescita esterna rallenta mentre gli organi interni continuano a svilupparsi. È una condizione patologica, non un adattamento, e accorcia la vita dell’animale.
Allestimento della vasca
Per un singolo Fantail si parte da 80 litri netti, e non si scende sotto i 60 in nessun caso; per ogni esemplare aggiunto si contano 30–40 litri in più, quindi una coppia sta bene in 120 litri e un gruppetto di tre o quattro in 150–200. Le vasche da 20–30 litri che ancora si vedono vendute come “acquari per pesce rosso” non sono una versione ridotta: sono un ambiente in cui questo pesce non può vivere. Il pesce rosso è un forte produttore di rifiuti organici, e in poca acqua i valori precipitano nel giro di giorni.
La boccia va esclusa a priori. Oltre a essere inadatta sotto ogni profilo — poca acqua, superficie di scambio ridotta, nessuna filtrazione — è vietata dai regolamenti per la tutela degli animali di diversi comuni italiani, fra cui Monza e Roma, e può rientrare nei maltrattamenti previsti dalla L. 189/2004.
La forma della vasca conta più di quanto sembri. Il Fantail nuota lento e non ha bisogno di una corsia lunga come le comete: preferisce una vasca più larga che alta, con molta superficie per lo scambio gassoso e poca altezza da risalire, che per un pesce a corpo tondo è uno sforzo. Le vasche a colonna sono le peggiori.
Il fondo va in sabbia o ghiaia a grani arrotondati: il Fantail grufola di continuo, passa il substrato in bocca e i grani spigolosi feriscono. Gli arredi devono essere lisci, senza bordi taglienti su cui una coda doppia possa strapparsi. Le piante hanno vita difficile fra sradicamenti e bocconi: reggono le specie coriacee ancorate a legni o rocce, come le Anubias e il Microsorum; in alternativa si inseriscono in quantità piante a crescita rapida come l’Elodea e il Ceratophyllum, sapendo che verranno mangiate. Le piante artificiali vanno scelte in seta e non in plastica rigida, che rovina le pinne.
La filtrazione va sovradimensionata e ben avviata dal punto di vista biologico, ma con uscita dolce: il Fantail nuota male controcorrente e un getto forte lo sfianca. Un filtro esterno con l’uscita rivolta contro il vetro, o un flauto, risolve. L’ossigenazione deve essere abbondante, con un buon movimento di superficie, e i cambi settimanali del 25–30% con acqua trattata con un biocondizionatore. La vasca va coperta: anche un pesce lento salta.
Perché non è un pesce da laghetto
Il Fantail è il più robusto dei pesci rossi a corpo tondo, e in un laghetto di clima mite passa bene la bella stagione. Ma non è un pesce da laghetto nel senso in cui lo sono la cometa e lo Shubunkin, e conviene dirlo prima di metterlo fuori.
Le ragioni sono tre. La prima è il freddo: il corpo tondo, con gli organi compressi, tollera l’inverno sotto il ghiaccio molto peggio di un corpo allungato, e i disturbi di galleggiamento compaiono proprio con le temperature basse e i loro sbalzi. La seconda è la velocità: in un bacino con comete o koi il Fantail non mangia. La terza sono i predatori, dagli aironi ai gatti, contro cui un pesce lento, colorato e con una coda ingombrante non ha difese. Se lo si tiene all’aperto, va riportato in casa in autunno.
Un’ultima cosa, e non è un dettaglio: un pesce rosso non va mai liberato in un fiume, in un canale o in un lago. Il carassio dorato è una specie alloctona e in molti bacini si è dimostrata invasiva; in Italia l’immissione in natura di specie non autoctone è vietata. Se non si può più tenere un pesce, si cerca chi lo prenda.
Temperatura e parametri
La fascia in cui il Fantail sta bene è fra i 18 e i 22 °C. È un pesce d’acqua fredda: non va riscaldato, e in casa il problema semmai è l’estate, quando l’acqua calda trattiene meno ossigeno. Il termometro serve per accorgersi che l’acqua è troppo calda, non per scaldarla. Le indicazioni a 25 °C e oltre che si trovano in molte schede sono un residuo delle tabelle per pesci tropicali e non descrivono questa varietà.
Tollera il fresco, ma vale la regola di tutti i pesci rossi: le variazioni devono essere lente, di pochi gradi al giorno. Uno sbalzo rapido è pericoloso quanto il valore estremo in sé, e per un corpo tondo lo è ancora di più, perché è il primo innesco dei disturbi della vescica natatoria.
Il pH va tenuto fra 7 e 8, con preferenza per valori neutri o leggermente alcalini, e la durezza da media ad alta. I nitriti devono restare a zero e i nitrati bassi, tenuti giù dai cambi: è il parametro che si degrada per primo in una vasca sottodimensionata. L’acqua del rubinetto va sempre trattata con un biocondizionatore.
Compagni di vasca
Il carattere è pacifico e socievole. Il Fantail sta bene in gruppo — due o tre esemplari sono un buon punto di partenza, spazio permettendo — e non è territoriale: gli inseguimenti che si vedono a volte in vasca sono corteggiamenti, invadenti ma non violenti. L’idea che diventi aggressivo se “sotto pressione” e che serva un separatore non trova riscontro: un Fantail che insegue è un maschio in frega, e la soluzione è più spazio e più femmine, non una griglia.
Il vero criterio di scelta dei coinquilini è la velocità a tavola. Il Fantail è lento e poco competitivo, rinuncia appena un compagno si mostra più determinato e a lungo andare finisce sottonutrito. Per questo va tenuto solo con le altre varietà a corpo tondo — Ryukin, oranda, ranchu, testa di leone, pearlscale — e mai con le varietà a coda singola: pesce rosso comune, cometa, sarasa, Shubunkin sono molto più rapidi e a fine pasto hanno mangiato tutto loro. Il problema non è la cattiveria della cometa, è che il Fantail non riesce a starle dietro.
Nel senso opposto, con il Bubble Eye e con il telescopio è il Fantail a essere troppo veloce: quelle varietà vedono male o hanno strutture fragili, e anche un Fantail può urtare una sacca oculare. Stanno meglio fra loro.
Fra le altre specie d’acqua fredda, convivenze sensate in vasche capienti sono i Rhodeus e i cobitidi del genere Misgurnus, che condividono la stessa fascia termica. I Tanichthys vanno bene per i parametri ma sono abbastanza piccoli da finire in bocca a un adulto. I pesci tropicali sono esclusi per la temperatura, prima ancora che per il carattere; gamberetti e lumache piccole vanno considerati cibo.
Alimentazione
È onnivoro con una netta componente vegetale e accetta praticamente tutto. La dieta va costruita su un mangime specifico per pesci rossi, e non su un mangime tropicale generico, che ha un contenuto proteico tarato diversamente.
Il punto critico del Fantail, come di tutte le varietà a corpo tondo, è la forma. In un addome a uovo l’intestino e la vescica natatoria sono compressi, e la varietà è soggetta a stipsi e disturbi di galleggiamento. Il mangime galleggiante peggiora le cose, perché costringe il pesce a ingerire aria in superficie a ogni boccone. La regola pratica è granuli affondanti, oppure fiocchi lasciati ammollare qualche secondo prima di darli.
Le razioni vanno piccole e frequenti, due o tre al giorno, ognuna consumata in un paio di minuti. Il pesce rosso non ha un vero stomaco e non conosce sazietà: la sovralimentazione è l’errore più comune, e ciò che avanza marcisce sul fondo e degrada l’acqua.
La quota vegetale va integrata sul serio, con piselli sgusciati e sbollentati, zucchine, spinaci, foglie di lattuga: aiutano la digestione e riducono i problemi intestinali. Dafnie, artemia e chironomus vanno bene come extra occasionale, meglio se congelati o liofilizzati anziché vivi, che possono veicolare parassiti. Il pane e gli avanzi da tavola non vanno mai dati.
Se lo trovi capovolto o inclinato ma vivo e reattivo, quasi sempre è costipazione: due o tre giorni di digiuno, poi piselli sgusciati, che agiscono da lassativo naturale. Se il problema si ripresenta di continuo, la causa è nella dieta o nella temperatura, non nel pesce.
Riproduzione
Come tutti i pesci rossi è oviparo, prolifico e privo di cure parentali; non forma coppie stabili. È anche una delle varietà che si riproduce con più facilità in acquario, perché non ha le fragilità strutturali delle forme più estreme.
L’innesco è stagionale: la frega parte in primavera, quando l’acqua supera stabilmente i 16 °C dopo il periodo freddo. In vasca si riproduce lo stesso ciclo abbassando la temperatura per qualche settimana e poi risalendo lentamente, di un paio di gradi al giorno, fino ai 20–23 °C. Un cambio abbondante con acqua appena più fresca è spesso quello che fa scattare la deposizione.
I segnali sono leggibili. Il maschio in condizione sviluppa i tubercoli nuziali, piccole escrescenze biancastre su opercoli e primi raggi delle pinne pettorali, e insegue la femmina spingendola contro la vegetazione; la femmina carica di uova appare più tozza e asimmetrica vista dall’alto, cosa che in un corpo già tondo si nota meno che nelle varietà lunghe. Il corteggiamento può durare da qualche ora a un paio di giorni.
La vasca da riproduzione può essere piccola, purché contenga superfici su cui deporre: piante a foglia fine come il Ceratophyllum, un mop di lana acrilica, una rete a maglie larghe sollevata di un paio di centimetri dal fondo perché le uova ci cadano attraverso. La deposizione avviene con emissione simultanea di uova e sperma e fecondazione esterna; una femmina di buona taglia depone da qualche centinaio a qualche migliaio di uova adesive, in proporzione alla propria taglia. Finita la frega i genitori vanno tolti: divorano sia le uova sia gli avannotti.
Le uova si schiudono in 4–7 giorni a seconda della temperatura. I piccoli restano attaccati alle superfici per un paio di giorni assorbendo il sacco vitellino, poi vanno alimentati con infusori e cibi finissimi e, dopo qualche giorno, con naupli di artemia più volte al giorno. Sono grigio-bruni; la coda doppia si vede già nelle prime settimane, e chi seleziona scarta presto i piccoli con la coda singola o a tre lobi, che in una covata di Fantail compaiono sempre. Il colore arriva dopo. Quando raggiungono i 3–4 cm possono passare nella vasca principale. La maturità sessuale arriva intorno ai due anni nei maschi e ai tre nelle femmine.
Problemi di salute più frequenti
Il Fantail è il meno fragile dei pesci rossi a corpo tondo: niente occhi sporgenti, niente sacche, niente escrescenze. Il suo capitolo principale è la vescica natatoria, e quasi tutto il resto ha una causa ambientale.
Il pesce che galleggia inclinato, resta sul fondo senza riuscire a risalire o nuota a testa in giù è la situazione più comune. Nella grande maggioranza dei casi è costipazione o aria ingerita, e si risolve con il digiuno e i piselli; se il pesce è anche gonfio, apatico e con le scaglie sollevate a pigna, si tratta invece di idropisia, il segno di un’insufficienza d’organo di origine quasi sempre batterica, che va isolata subito in una vasca-ospedale e ha prognosi severa.
Seguono le condizioni comuni a tutti i pesci rossi: la malattia dei puntini bianchi (ichthyophthiriasis), che compare tipicamente dopo un abbassamento brusco della temperatura o l’inserimento di un pesce nuovo senza quarantena; le infezioni batteriche di pelle e pinne, con i bordi della coda sfrangiati e arrossati, che nel Fantail sono più esposte perché la coda è ampia e sottile; gli attacchi fungini su lesioni già presenti; i parassiti esterni della pelle e delle branchie.
Il segnale da leggere presto è il comportamento: un pesce che resta in disparte, tiene le pinne serrate, respira in fretta o rimane in superficie con la bocca fuori sta segnalando un problema, e la prima cosa da controllare non è il pesce ma i valori dell’acqua. Ogni nuovo arrivo va tenuto in quarantena un paio di settimane prima di entrare in vasca.
Sulle cure vale una regola pratica: gli antibiotici sono medicinali soggetti a prescrizione veterinaria e non si versano in vasca a occhio; se serve un trattamento, lo indica un veterinario esperto in animali non convenzionali. Non esistono vaccinazioni per i pesci ornamentali domestici: la prevenzione passa dall’acqua, dallo spazio e dalla quarantena.
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