Acqua dolce · Cyprinidae

Ryukin

Carassius auratus var. Ryukin

Difficoltà: Facile Media Pacifico e socievole, poco competitivo sul cibo

Il Ryukin è una varietà di pesce rosso a corpo tondo, riconoscibile per la gobba dorsale che parte subito dietro la testa e per la coda doppia lunga e fluente.

foto: Ryukin

Parametri di allevamento

pH7–8
Temperatura18–22 °C
GH6–20 °d
KH4–12 °d
Dimensione adulta10–20 cm
Vasca minima80–120 L
ComportamentoPacifico e socievole, poco competitivo sul cibo
RiproduzioneOvipara e molto prolifica, senza cure parentali: la deposizione si innesca con il riscaldamento primaverile dell'acqua sopra i 16 °C e va protetta dai genitori, che divorano uova e avannotti
In breve: Robusto e tollerante come tutti i pesci rossi, ma il corpo compresso lo rende soggetto ai disturbi della vescica natatoria: serve attenzione all'alimentazione e ai compagni di vasca.

Ryukin

Il Ryukin è una varietà di pesce rosso a corpo tondo, riconoscibile fra tutte per la gobba dorsale che si alza subito dietro la testa e per la coda doppia, spesso lunga quanto il corpo. È una forma selezionata dall’uomo: non esiste allo stato selvatico, e come tutte le varietà ornamentali discende da Carassius auratus, il carassio dorato addomesticato in Cina più di mille anni fa.

I nomi con cui viene venduto sono diversi e non sempre coerenti fra loro: pesce dalla coda a vela, pesce dalla coda a frangia, fringetail, ribbontail giapponese.

Come si riconosce

Il corpo è corto, tozzo e ovale — la sagoma ricorda un uovo — con la testa appuntita e il muso corto. Il tratto distintivo è la gobba dorsale: una curvatura pronunciata che parte dalla nuca e culmina nella pinna dorsale, alta e ben eretta. Vista di lato, la silhouette è nettamente triangolare, e non va confusa con il gonfiore dell’addome, che è un’altra cosa.

Le pinne sono doppie: due caudali, due anali, due ventrali. La caudale può essere corta e ampia oppure lunga e fluttuante; la forma a nastro, chiamata coda a nastro o coda a frangia, è la più ricercata. La pinna dorsale, unica, deve restare eretta: una dorsale piegata o cadente è considerata un difetto e spesso segnala un problema di condizione.

Le colorazioni vanno dal rosso intenso all’arancio, dal rosso e bianco al bianco e argento, fino alle varianti calicò, nere, blu e color bronzo, che sono le più recenti. Le prime linee selezionate erano solo rosse, arancioni o gialle a scaglie metalliche.

Le dimensioni tipiche in acquario vanno dai 10 ai 20 cm, coda esclusa; in laghetto, con spazio e cibo adeguati, può superarli.

Da dove viene

La storia del Ryukin è ricostruita in modo non univoco. La versione più diffusa lo fa arrivare in Giappone dalla Cina fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento come pesce rosso fantail, per poi essere perfezionato nel regno delle isole Ryūkyū — l’arcipelago fra Taiwan e il Giappone da cui prende il nome. Un’altra ricostruzione lo colloca in Giappone verso la metà dell’Ottocento come evoluzione del wakin e del fantail, dai quali si distingue proprio per la gobba.

C’è un dettaglio che spiega la sua fortuna tardiva: era nato come pesce da stagno, e in uno stagno si guarda dall’alto, dove la gobba non si vede. È con la diffusione dell’acquario a pareti di vetro, che permette la visione laterale, che il Ryukin è diventato una delle varietà più apprezzate.

Allestimento della vasca

Un singolo Ryukin ha bisogno di almeno 80 litri netti, e sotto i 60 non si va in nessun caso: per ogni esemplare aggiunto si contano 30-40 litri in più. Vasche da 40 litri, che il commercio propone ancora come “acquari per pesce rosso”, non sono una versione ridotta ma un ambiente in cui l’animale non può stare: il pesce rosso è un forte produttore di rifiuti organici e in poca acqua i valori precipitano nel giro di giorni.

Va detta anche una cosa che si legge spesso e che è falsa: non è vero che in una vasca piccola il pesce «resta piccolo e sta bene». In spazi insufficienti la crescita esterna si blocca mentre gli organi interni continuano a svilupparsi — è una condizione patologica, non un adattamento, e accorcia drasticamente la vita dell’animale.

Il fondo va scelto in ghiaia o sabbia a grani arrotondati: il Ryukin scava e grufola di continuo, e i grani spigolosi feriscono la bocca. Gli arredi devono essere lisci, senza bordi taglienti. Le piante hanno vita dura, fra sradicamenti e bocconi: reggono le specie coriacee e ancorate a legni o rocce, come le Anubias e la felce di Giava; in alternativa si accettano piante a crescita rapida da consumare, oppure — se si preferisce un allestimento stabile — piante artificiali, scegliendo quelle in seta e non in plastica rigida, che può rovinare le pinne.

La vasca va coperta: i pesci rossi saltano, e il coperchio riduce anche l’evaporazione. L’illuminazione serve più a chi guarda che al pesce, ma un ciclo regolare di circa 8 ore aiuta a scandire la giornata.

Filtrazione abbondante e ben avviata dal punto di vista biologico, movimento leggero in superficie per lo scambio gassoso, e cambi settimanali del 25-30% con acqua trattata con un biocondizionatore: sono i tre punti che determinano quanto vive questo pesce.

Temperatura e parametri

Le temperature ottimali stanno fra i 18 e i 22 °C. Il Ryukin è fra le varietà a corpo tondo più resistenti al freddo e sopporta valori decisamente più bassi, ma con una condizione: le variazioni devono essere lente, di pochi gradi al giorno. Un abbassamento rapido è pericoloso quanto il freddo in sé.

Il pH va tenuto fra 7 e 8, la durezza da media ad alta. I nitriti devono restare a zero e i nitrati bassi. Nuota a tutti i livelli e gradisce acqua appena mossa: la corrente forte lo affatica, perché la coda doppia e il corpo tondo non sono fatti per nuotare controcorrente.

Compagni di vasca

Il carattere è pacifico e socievole, con una parentesi durante la riproduzione, quando i maschi diventano insistenti nell’inseguire le femmine — invadenti, non violenti.

Il vero criterio di scelta però non è il carattere ma la velocità. Il Ryukin non è competitivo sul cibo: rinuncia appena un compagno si mostra più determinato, e a lungo andare finisce sottonutrito. Per questo va tenuto con altre varietà a corpo tondo — fantail, oranda, ranchu, testa di leone — e non con le varietà a coda singola (comune, cometa, shubunkin), che sono molto più rapide e gli portano via tutto. Meglio evitare anche i telescopio e i bubble eye, che vedono male o hanno strutture fragili e sono svantaggiati nel senso opposto.

Fra i pesci d’acqua fredda, convivenze sensate in vasche capienti sono i Rhodeus (i bitterling), i Tanichthys e i cobitidi del genere Misgurnus. Qualche lumaca aiuta a contenere le alghe e a ripulire gli avanzi.

Alimentazione

È onnivoro e non ha preferenze: accetta fiocchi, granuli, liofilizzati, congelati e cibi freschi. Conta più la qualità e il modo di somministrarlo.

Il punto critico del Ryukin è la forma del corpo. Gli organi compressi in un addome tondo lo rendono soggetto a stipsi e disturbi della vescica natatoria, e il mangime galleggiante peggiora le cose perché lo costringe a ingerire aria in superficie. La regola pratica: granuli affondanti, oppure fiocchi lasciati ammollare qualche secondo prima di darli.

Le razioni vanno piccole e distribuite in due o tre momenti della giornata, ognuna consumata in un paio di minuti. Il pesce rosso non ha un vero stomaco e non conosce sazietà: la sovralimentazione è l’errore più comune, e il cibo non mangiato marcisce sul fondo e degrada l’acqua.

La dieta va tenuta moderata nelle proteine animali e integrata con verdura sbollentata — piselli sgusciati, zucchine, spinaci, carote. Dafnie, artemia, chironomus e tubifex vanno bene come extra occasionale, meglio se congelati o liofilizzati anziché vivi, che possono veicolare parassiti.

Se lo trovi capovolto o inclinato ma vivo e reattivo, quasi sempre è costipazione: due o tre giorni di digiuno, poi piselli sgusciati, che agiscono da lassativo naturale.

Riproduzione

Come tutti i pesci rossi è oviparo, molto prolifico e privo di cure parentali. In natura la deposizione si innesca in primavera, quando l’acqua supera stabilmente i 16 °C; in vasca si riproduce quel ciclo abbassando la temperatura per qualche settimana e poi risalendo lentamente, di un paio di gradi al giorno, fino ai 20-23 °C.

Il maschio in condizione sviluppa i tubercoli nuziali, piccole escrescenze biancastre su opercoli e pinne pettorali; la femmina carica di uova appare più tozza e asimmetrica. Alcuni allevatori tengono i sessi separati per qualche settimana prima, per aumentare l’interesse reciproco. Nel periodo che precede la frega si integra la dieta con alimenti proteici, in piccole quantità.

La vasca da riproduzione può essere piccola — una ventina di litri bastano — purché contenga superfici su cui deporre: piante a foglia larga, piante cespugliose ossigenanti, mop di lana acrilica o stracci fibrosi. Il corteggiamento consiste nell’inseguimento della femmina fra la vegetazione e può durare da qualche ora a qualche giorno; si chiude con l’emissione simultanea di uova e sperma, con fecondazione esterna. Una femmina depone da qualche centinaio a qualche migliaio di uova adesive, in proporzione alla propria taglia, in una sessione di due o tre ore.

Finita la deposizione i genitori vanno tolti: divorano sia le uova sia gli avannotti. Le uova si schiudono in 4-7 giorni a seconda della temperatura. I piccoli assorbono il sacco vitellino per un paio di giorni, poi vanno alimentati con infusori e cibi finissimi e, dopo qualche giorno, con naupli di artemia più volte al giorno. Sono inizialmente bruni o quasi neri: la colorazione definitiva compare dopo settimane o mesi. Quando raggiungono i 3-4 cm possono passare nella vasca principale. La maturità sessuale arriva intorno ai due anni nei maschi e ai tre nelle femmine.

Problemi di salute più frequenti

Oltre ai disturbi della vescica natatoria, che nel Ryukin sono il capitolo principale, le condizioni che si incontrano più spesso sono le infezioni batteriche della pelle e delle pinne, gli attacchi fungini su lesioni già presenti, i parassiti esterni e l’occhio opaco. Quasi tutte hanno la stessa radice: qualità dell’acqua insufficiente o sbalzi bruschi.

Un segnale da leggere presto è la difficoltà di nuoto. Un Ryukin in forma nuota su un piano orizzontale, in modo regolare; se comincia a puntare verso l’alto o verso il basso, a fermarsi o a perdere l’assetto, il problema è già in corso — e la prima cosa da controllare non è il pesce ma i valori dell’acqua.

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