Cyprinus
Cyprinus spp.
Il Cyprinus è il genere che dà il nome alla famiglia dei Cyprinidae, originario dell'Eurasia, celebre per la carpa comune e per la sua forma ornamentale, la carpa Koi.




Parametri di allevamento
Cyprinus
Il Cyprinus è il genere che dà il nome alla famiglia dei Cyprinidae, originario dell’Eurasia, celebre per la carpa comune e per la sua forma ornamentale, la carpa Koi. Il nome Cyprinus deriva dal greco “kyprinos”, antico nome della carpa, forse legato all’isola di Cipro e alla dea Afrodite/Venere. Il nome giapponese della Koi, Nishikingoi, significa letteralmente “carpa broccata”, in riferimento al Nishiki, il pregiato tessuto di seta intessuto d’oro.
Il genere fu descritto nel 1758 dal naturalista svedese Carl Linnaeus.
I nomi comuni con cui è conosciuto sono diversi: Cyprinus, carpa comune, carpa Koi, Koi, carpa a specchi, carpa cuoio, Common carp.
Ha un corpo robusto, allungato e moderatamente compresso, con una bocca infera e protrattile dotata di due paia di barbigli. La pinna dorsale è lunga. La selezione ha prodotto, oltre alle forme da pesca (carpa a squame, a specchi, cuoio), la celebre carpa Koi giapponese, allevata in innumerevoli varietà di colore e disegno.
La colorazione naturale è bruno-olivastra; la Koi è stata selezionata in spettacolari combinazioni di rosso, bianco, nero, giallo, blu e arancio.
È un pesce pacifico, socievole, robusto, molto longevo (decenni) e di acque temperate. Cresce moltissimo, scava il fondo e intorbida l’acqua: è del tutto inadatto agli acquari domestici e va allevato in laghetto da giardino di grande volume, con potente filtrazione. La Koi è il pesce ornamentale per eccellenza dei giardini acquatici. Nuota in tutte le fasce, soprattutto sul fondo. Le dimensioni: comunemente 40-80 cm, fino a oltre 1 metro.
Questo genere comprende:
- Cyprinus carpio, Linnaeus 1758 — la carpa comune e la carpa Koi.
- Cyprinus rubrofuscus — entità asiatica spesso indicata come progenitrice della Koi.
Storia e simbolismo della Koi
La carpa Koi è la forma ornamentale addomesticata della carpa comune, selezionata per secoli in Giappone a partire da esemplari allevati come fonte di cibo nelle regioni montane: fu tra il 1804 e il 1830 che comparvero le prime mutazioni colorate. Nel 1914, con la grande esposizione di Tokyo, la Koi divenne popolare in tutto il mondo. In Giappone ogni varietà è associata a un simbolo (ricchezza, amore, coraggio, successo, portafortuna) ed è protagonista della leggenda della “Porta del Drago”, in cui una carpa risale controcorrente una cascata e viene trasformata in drago: da qui il legame con perseveranza e forza d’animo.
Le varietà di Koi
Oggi si contano circa 30 varietà, distinte per colori, qualità delle scaglie, disegno e indole. Le più note comprendono Kohaku (bianco e rosso), Taishō Sanshoku e Showa Sanshoku (le tre “Gosanke”), Asagi, Shūsui, Bekko, Utsurimono (Hi Utsuri, Shiro Utsuri), Goshiki, Tanchō (macchia rossa sulla testa), Chagoi (color tè, molto socievole), Kinginrin/Ginrin (scaglie metalliche oro/argento), Ōgon (monocolore metallica), Kumonryū, Ochiba, Koromo, le Butterfly/Longfin dalle pinne sviluppate e le Doitsu-Goi di origine tedesca (fino alle “Armor Koi” interamente ricoperte di grandi scaglie).
Allevamento in laghetto
Il Cyprinus non è un pesce da acquario: va allevato in laghetto. La profondità minima consigliata è di circa 1,5 m, con un volume dell’ordine di 1.500 litri per pesce, così da consentire lo svernamento (in autunno le Koi entrano in una fase di quasi-letargo sul fondo, dove la temperatura si mantiene intorno ai 4 °C). Servono filtrazione a ricircolo dimensionata sull’elevata produzione di rifiuti, buona ossigenazione e, nei mesi caldi, lampade UV come supporto antibatterico e alghicida. Meglio posizionare il laghetto in zona ombreggiata parte della giornata (utili alberi ad alto fusto o salici) per contenere temperatura e alghe, e proteggerlo dai predatori (aironi e altri) con reti o deterrenti. Parametri di riferimento in laghetto: temperatura 25–28 °C in estate, PH 7–8, assenza di ammoniaca e nitriti, nitrati < 20 mg/l. La manutenzione è stagionale: rimozione delle foglie in autunno, controllo delle temperature e del ghiaccio in inverno, check-up dei pesci e sostituzione delle lampade UV in primavera.
Illuminazione e Temperature
In laghetto vive alla luce naturale. È un pesce di acque temperate, indicativamente dai 4° C ai 26° C, capace di svernare sotto il ghiaccio e di sopportare ampie escursioni, il PH da 7 a 8,5, con preferenza per valori neutri-alcalini, la durezza dell’acqua da media a dura. Richiede grandi volumi e ottima filtrazione.
Alimentazione
Specie onnivora con intestino corto, quindi va alimentata con misura. In natura fruga nel fango in cerca di invertebrati, larve, crostacei, molluschi, semi e materiale vegetale; in laghetto si usano mangimi specifici per Koi/carpe (galleggianti), integrati con vegetali. La frequenza dipende fortemente dalla temperatura dell’acqua: si passa da 1–2 somministrazioni a settimana intorno ai 10–13 °C fino a 5–6 volte al giorno tra i 25 e i 30 °C, sempre in piccole porzioni. Sotto i 7 °C non va alimentata (il cibo non verrebbe digerito e fermenterebbe nell’intestino). In primavera, dopo il letargo, si riprende gradualmente con mangimi a basso contenuto di grassi e di facile digestione.
Malattie principali
Le patologie derivano soprattutto da alimentazione scorretta o cattiva qualità dell’acqua. Tra le più comuni: aeromonosi (rosolia), viremia primaverile della carpa (squame sollevate, pinne corrose, emorragie), setticemia emorragica batterica (addome gonfio), malattia colonnare, malattia dei punti bianchi (Ichthyophthirius) e parassiti come il “pidocchio della carpa” e i vermi branchiali. Sintomi da osservare, preferibilmente durante l’alimentazione: apatia, movimenti a scatti, sfregamento, pinne schiuse o sfrangiate, scolorimento, ulcere, arrossamenti, respirazione affannata in superficie. Un pesce sospetto va isolato in quarantena; data la sensibilità e il valore degli esemplari, è consigliabile individuare in anticipo un veterinario esperto di specie esotiche.
Riproduzione
La riproduzione avviene in primavera-estate con l’aumento della temperatura, indicativamente quando l’acqua raggiunge i 20 °C. È una specie ovipara molto prolifica e senza cure parentali: la femmina, dal ventre gonfio, sparge tra la vegetazione decine o centinaia di migliaia di uova adesive, che i maschi (dai tubercoli nuziali e dal comportamento vivace) fecondano stimolandola. Le uova vanno fecondate entro 1–2 minuti dal rilascio e si schiudono in 5–7 giorni. In acquario la riproduzione è di fatto impossibile, perché la maturità sessuale arriva quando il pesce misura 25–30 cm; in laghetto conviene predisporre una nursery dedicata (acqua a 19–21 °C, profondità massima ~60 cm) e mop o spazzole di deposizione, rimuovendo gli adulti a deposizione avvenuta. Gli avannotti si nutrono prima del sacco vitellino, poi vanno alimentati più volte al giorno con cibi ricchi di proteine. Le Koi pregiate sono selezionate accuratamente generazione dopo generazione.
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