Otocinclus
Otocinclus spp.
L'Otocinclus è un genere di piccoli pesci gatto d'acqua dolce della famiglia dei Loricariidae, originario del Sud America, conosciuto con il nome comune di Otocinclus o mangia-alghe nano.




Parametri di allevamento
Otocinclus
L’Otocinclus è un genere di piccoli pesci gatto d’acqua dolce della famiglia dei Loricariidae, originario del Sud America, conosciuto con il nome comune di Otocinclus o mangia-alghe nano. Il nome Otocinclus deriva dal greco “otos” = orecchio e “kinklis” = grata, cancello, in riferimento a una particolare apertura nella regione branchiale di questi pesci.
Il genere fu descritto nel 1871 dall’ittologo statunitense Theodore Nicholas Gill.
I nomi comuni con cui è conosciuto sono diversi: Otocinclus, Oto, Otto, Mangia-alghe nano, Dwarf sucker, Pesce gatto nano pulitore, Otocinclo.
Ha un corpo piccolo, allungato e affusolato, appiattito ventralmente e ricoperto da file di placche ossee a formare un’armatura, tipica dei Loricaridi in miniatura. La bocca è infera, a ventosa, con denti a raspa con cui aderisce alle superfici e bruca la pellicola di alghe e microrganismi (aufwuchs). Gli occhi sono relativamente grandi rispetto alla testa.
La colorazione è generalmente mimetica e sobria: un dorso bruno-grigiastro o verde-oliva, spesso con una banda scura orizzontale che corre dal muso alla coda, e un ventre chiaro. Alcune specie presentano disegni a macchie o una macchia scura alla base della coda.
È un pesce estremamente pacifico, tranquillo, attivo e gregario, eccellente per l’acquario di comunità e molto apprezzato come efficace consumatore di alghe sulle foglie, sui vetri e sugli arredi, che pulisce con delicatezza senza danneggiare le piante. Va sempre allevato in gruppo numeroso, di almeno 6-8 esemplari (meglio 10 o più), perché in branco è sereno e attivo, mentre da solo si stressa. È però un pesce delicato: soffre molto lo stress del trasporto e le vasche non ancora mature, e va inserito solo in acquari ben avviati e ricchi di superfici colonizzate da alghe. Le dimensioni: circa 3-5 cm a seconda della specie.
Questo genere comprende numerose specie, spesso difficili da distinguere, tra le più note in acquariofilia:
- Otocinclus vittatus, Albert William Christian Theodore Cope 1872 — una delle specie più comuni nel commercio.
- Otocinclus macrospilus, Carl H. Eigenmann e R. S. Eigenmann 1889 — molto diffuso e simile al precedente.
- Otocinclus cocama, Ingo Schaefer 2004 — l’Otocinclus zebra, dalla vistosa livrea a bande.
- Otocinclus affinis, Franz Steindachner 1877 — storicamente il primo importato, oggi meno comune.
Habitat
Originario del Sud America, è diffuso in gran parte del continente a est delle Ande, dal bacino dell’Orinoco e del Rio delle Amazzoni fino al bacino del Rio de la Plata, in Brasile, Perù, Colombia, Venezuela, Bolivia, Paraguay e Argentina. Vive in acque dolci da limpide a moderatamente correnti: ruscelli, fiumi, affluenti e zone marginali, spesso poco profonde e ben ossigenate, aggrappato alla vegetazione, alle rocce e ai legni sommersi su cui bruca le alghe. Si trova tipicamente in folti gruppi nelle zone ricche di piante.
Illuminazione e Temperature
Si adatta a un’illuminazione moderata o anche intensa, che favorisce la crescita delle alghe di cui si nutre. Le temperature variano dai 22° C ai 27° C, il PH da 6 a 7,5, con preferenza per valori da leggermente acidi a neutri, la durezza dell’acqua da morbida a media. Richiede acqua molto pulita, ben ossigenata e povera di composti azotati, essendo particolarmente sensibile all’inquinamento.
Alimentazione
Specie erbivora/detritivora. In natura si nutre quasi esclusivamente di alghe, biofilm e aufwuchs che bruca dalle superfici. In acquario, una volta esaurite le alghe naturali della vasca, va assolutamente integrato con cibo: pastiglie e mangimi vegetali affondanti specifici (a base di spirulina), verdure sbollentate come zucchina, cetriolo e spinaci ancorate al fondo. È un errore comune lasciarlo digiunare confidando solo nelle alghe della vasca, che spesso non bastano.
Riproduzione
La riproduzione dell’Otocinclus in acquario è poco frequente ma possibile, spesso stimolata da cambi d’acqua abbondanti, alimentazione ricca e acqua di buona qualità. È una specie ovipara con cure parentali assenti o minime. Durante la frega la coppia assume una posizione a “T” simile a quella dei Corydoras: la femmina raccoglie alcune uova tra le pinne ventrali a coppa e, fecondate dal maschio, le incolla a una a una su superfici pulite (vetri, foglie larghe, arredi). Una deposizione, ripetuta più volte, può contare complessivamente alcune decine di uova. I genitori non curano la prole. Le uova schiudono in circa 2-3 giorni; gli avannotti, minuscoli, iniziano subito a brucare le superfici e vanno sostenuti con biofilm abbondante, microalghe e mangimi vegetali finissimi. La loro fragilità rende la riproduzione un piccolo traguardo per l’acquariofilo.
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